Daria, Una Vita Altalenante.

  • (元記事: comemarealmattino (bubbbuusetteteから))

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  • Cinque mesi fa

    Cinque mesi fa sono partita per trasferirmi. Volevo lasciare tutto ciò che mi aveva sempre fatto soffrire, le amicizie sbagliate, le persone sbagliate, le situazioni che sbagliata mi avevano fatta sentire. Avevo paura di tutto, persino della mia ombra.
    Sono passati cinque mesi dalla sera in cui ti ho detto: è finita. Addio.
    Cinque mesi sono passati dal giorno in cui ho cominciato a scrivere qui, a scrivere di te, a cercare di dare una forma a quello che provo, un nome.
    Sono passati cinque mesi e comunque, sebbene siano successe milioni di cose, succede sempre che rispunti, rispunti come la metà della luna che ho paura di perdere di vista, perché troppo bella.
    Sono stanca di chi mi reputa sbagliata, inutile, sciocca, inadatta. Sono stanca di chi mi reputa per il passato che ho. Sono stanca di chi non mi ha dato una seconda opportunità, sono sicura dell’odio che provano gli altri, ed è una cosa che mi spaventa tanto. Trasferendomi sto solo cercando di darmi una grande rivincita, un’altra opportunità. Voglio diventare ciò che sono davvero, voglio diventare quello che assomiglia sempre più a me stessa. Lontano dalle parole degli altri, lontano da tutto. Dai giudizi, e dai pregiudizi. Ma chi sono gli altri per decidere?
    Sono passati cinque mesi e oggi, ho trovato la bottiglia di birra che mi hai lasciato in macchina l’altra sera, dimenticandotela. Volevo scriverti, ma non ci scriviamo più. Volevo sfogar i con te, del fatto che ogni volta che io lascio quella città sto male, e piango. Ormai la mia vita è lì. Ma ho un piede qui è un piede laggiù, lontana. Sono strappata a metà. E tu non ci sei, non ci sei ma ti sento ovunque. Ti sento nella voce del mare, mi immagino di averti con me. E quando realizzo che non ci sei, piango. Ma io mi voglio impegnare. Io so che la forza ce l’ho. Ce l’ho, per aver superato tutto quanto. Mi chiedo come mai le persone non sappiano tacere, e non giudicare. Mi chiedo cose che vorrei chiedere a te, vorrei che fossi qui. Invece no. Non ci sei. Tu che eri l’unico che mi vedeva senza problemi, senza difetti, non ci sei, e non lo trovo giusto. Ci sono queste cicatrici, che vorrei tu vedessi. Vorrei le vedessi tu, non degli altri. Solo tu. Vorrei che mi dicessi che non è niente. Che il passato è passato. Che tu ci sarai, d’ora in poi.
    Ci pensa un raggio di sole a svegliarmi, e a dirmi che non ci sei. Che eri solo in un sogno. Che noi, il mare insieme non lo guarderemo mai.

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  • (sexual-passionから)

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  • Sono le tre e cinque e non so se qualcuno cagherà mai questo post. L’estate per me finisce nel momento in cui le scuole ricominciano. Quando, la gente smette di fare tardi, che poi è questo il periodo in cui si fa poi più tardi in assoluto: settembre. Torniamo a casa sempre alle quattro, alle cinque. È questo il periodo in cui cominciano nuovi amori, o in cui si ritrovano vecchi amori. Lo pensavo questa sera. Mi nascondevo tra le ciglia invisibili e i brividi, mentre pensavo che in fondo non dovevamo perderci. Io non dovevo perdere te, ripetevo ad alta voce a M. mentre mi trovavo nel parcheggio di quel centro commerciale, le luci dei lampioni ad illuminarci segmenti del viso, gli occhi suoi e i miei, sotto quella canzone, a farmi venire i brividi. Che oggi faceva venire i brividi pure a te.
    Penso a te e non riesco a portarti rancore.
    Ti odio troppo perché in fondo sei ciò che amo ancora, più di tutto, più di tutti. E non c’è nulla che non vada in te, non trovo difetti. Ricordo che quando ti conobbi per caso fu come l’incontro di due magneti, tu da un lato, io dall’altro: l’attirarsi è stato inevitabile, abbiamo fatto un gran rumore in silenzio, me e te. Ancora mi ricordo che cosa devo aver pensato: tu avevi qualcosa di mio negli occhi. Qualcosa che era casa mia. Qualcosa di famigliare. Qualcosa che mi apparteneva. Qualcosa che non riesco a trovare dentro a nessuno, nemmeno dentro a persone che conosco bene.
    Penso ad adesso. E penso che non riesco a lasciarmi andare all’amore, e se è così significa che amore non è.
    -Perché non lo hai mai baciato?
    Mi chiede M., fumando una sigaretta. Io non lo so, risponderei. Non mi so spiegare molte cose, non mi so spiegare perché ancora tremo quando ti vedo. Non mi so spiegare perché quando passo per certi posti, ti sento dappertutto. Sei ovunque.
    Sei in quella strada del centro, che si tinge di rosso nel tramonto. Sei in quegli alberi, sei in quella via ghiaiata. Sei in quel pavimento. Sei in quelle luci.
    Ti aspetto, forse, e non me ne rendo conto. Per questo mi odio, sono un’idiota. Evito il contatto con i tuoi occhi per evitare di soffrire e di bruciarmi ancora, tu che ne sai dei miei? Vorrei solo dirti che mi manchi, oltre tutti questi sguardi indiscreti. Che mi manchi anche se ti vedrò tutti i giorni, ora che l’estate è finita, mi è sembrata un’eternità tutto questo tempo senza di te. Che mi sembravi lontano, e così era. E così sarà. E io che gli dico a lui?
    Che gli dico? Ho paura di tante cose, ma forse quando abbiamo paura e abbiamo dei dubbi, è perché un’idea sul da farsi ce l’abbiamo già.

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  • (元記事: hellissosweet (capellirossosoleから))

    • 18167
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  • Fine agosto
    Quattro giorni a settembre ormai
    E tu non ci sei
    So che non sei qui
    Ma sicuramente stai da lei, dalle altre mille
    Come poi prevedevo
    Mi vedevo con te cent’anni fa
    Ora no, ora ho lasciato lo spazio alle nuove vittorie,
    Ai nuovi traguardi e tu non ci sei
    Quello che trascuri diventa di qualcun’altro dicono così
    Ed è vero, davvero
    Sono diventata di qualcun’altro
    E tu non ci sei
    E se tornerai?
    Tornerai e io non so se tornerò
    Non so se troverò qualcosa in te
    Che è meglio di lui

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  • Facciamo finta che quel giorno tu ed io non ci siamo mai conosciuti
    Facciamo finta che quel giorno
    Quando varcai quella soglia
    Tu non ti voltasti nella mia direzione
    Per vedere meglio
    Per sorridere
    Per sorridermi
    Per dirmi senti quanto è bella questa canzone
    Facciamo finita che non sarebbe mai arrivato quel giorno di sole al mare Come tutti gli altri Come quelli sulle montagne Facciamo finta che quella sera tu non mi domandasti chi io fossi
    Facciamo finta che quella sera
    Come ogni altra sera
    Tu non rimanesti in macchina con me
    A parlare
    Di cose che nessuno credeva
    Importanti
    Solo io ho creduto che tutto ciò che dicevi lo fosse
    Davvero
    Ricordo quanto tenero eri
    Mentre tentavi di baciarmi
    Ricordo quanto stupida sono stata
    Quando ti ho respinto
    Ma ora non ti preoccupare
    Ti lascio alle tue feste
    Alle tue bionde
    Perché io bionda non sono
    Sono di un colore indefinito
    Color autunno
    Ti lascio alle tue feste
    Che io mi tengo i miei tramonti
    I miei orizzonti
    Mi tengo lui
    Con quegli occhi neri
    Con quei modi di dirmi
    Tu ci speri
    Ci speravi
    Liberarti di me
    Ci sei riuscito
    Ogni giorno ci ripenso
    Ma questo non può fermarmi
    Compro nuove scarpe
    Che mi porteranno da lui
    A fine settembre quando tornerò
    Cammineremo mano nella mano
    Tu non ci sarai
    Io non ci sarò
    Per te
    Non più
    Non questa volta

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  • Ti racconterei di quante cose sono cambiate da allora
    Di quanto ancora penso alla casa dei miei sogni
    Di quanto ancora durante il mattino il pomeriggio il giorno intero
    Io mi chiedo come possa essere possibile tutto questo
    Di quanto ancora spero in un ritorno
    Fra i boschi
    I nostri
    Non mi stanco mai di pensare a te
    Di pensare a me
    Felice con te
    Insieme a te grazie a te o ora, senza di te
    Non mi stanco mai
    Di prendere un’auto
    Salire su quella strada
    Passare davanti alla tua casa
    Chiedermi dove ti trovi
    E ora io mi trovo qui
    È tarda notte
    E scrivo di te
    Di quanto manchi
    Chissà dove stai adesso
    Sono tanti giorni che non ti vedo
    Che non ti sento
    E anche se ci volevano divisi me e te
    Io non mi stanco nemmeno un giorno
    Di fantasticare su come avrebbe potuto essere stato
    E non mi manca nessuno
    Non mi manca qualcuno
    Mi manchi tu
    Solo tu
    E allora la mia vita sarebbe perfetta
    Ripenso a tutti i sacrifici che ho fatto
    ai desideri che ho espresso
    Ai volti che ho conosciuto
    A quanto ti volevo
    A quanto ti vorrei e
    A quanto ti voglio
    Ripenso ai volti degli altri
    Che non erano te
    Ed era te che volevo
    Solo te
    Ripenso all’estate piena
    Le amicizie
    Tu dove sei
    Dove
    In quale lido sei finito
    In quale bagno
    E mentre attraverso il paese in tutta la sua lunghezza
    Mi interrogo su noi due
    A cosa e a come avremmo potuto essere ora
    Se quel giorno io non ti avessi mai chiuso la porta
    E ora piango
    Piango se parlo di te
    Piango con il sorriso
    Sorrido con una lacrima
    Sull’orlo della palpebra
    E penso alle ombre
    Alle onde delle possibilità
    Penso alla porta di casa tua
    Che ancora non è chiusa
    Ed è tutto sospeso
    Chiederei ad una stella
    Se avessi il coraggio
    Di darmi il coraggio
    Per riaverti
    Ancora
    Adesso
    O per sempre

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  • (出典: indefindiex)

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